Scegliere il fornitore del proprio sito è difficile soprattutto per chi non è del mestiere: i preventivi usano termini tecnici, le differenze di prezzo sono ampie e ogni agenzia sembra promettere le stesse cose. Il modo più efficace per orientarsi è fare le domande giuste e ascoltare come vengono date le risposte: chi lavora bene spiega con chiarezza, anche quando la risposta è "dipende".
Le dieci domande che seguono valgono per un sito aziendale, un ecommerce o il rifacimento di un sito esistente, e ti aiutano a confrontare le proposte su basi concrete.
1. Chi seguirà concretamente il mio progetto?
Chiedi chi saranno le persone con cui parlerai e chi scriverà davvero il codice. In molte realtà il commerciale che firma il contratto non è chi segue il lavoro, e le informazioni si perdono lungo la strada. Un referente tecnico diretto riduce incomprensioni e tempi.
2. Posso vedere progetti simili al mio?
Un portfolio con siti online e verificabili vale più di qualsiasi presentazione. Guarda progetti del tuo settore o di complessità simile, aprili da smartphone, prova la velocità e, se possibile, chiedi un contatto a un cliente.
3. Quale tecnologia userete, e perché?
Una buona agenzia spiega perché propone WordPress, Shopify o uno sviluppo su misura per il tuo caso specifico, non per abitudine. Diffida delle risposte uguali per tutti: ogni piattaforma ha pro e contro precisi.
4. Di chi saranno dominio, hosting e accessi?
Il dominio dovrebbe essere intestato a te e dovresti avere gli accessi amministrativi a sito, hosting, Google Analytics e Search Console. Se un giorno cambierai fornitore, non dovrai ritrovarti ostaggio di chi ha le chiavi.
5. Cosa è incluso nel preventivo, e cosa no?
Chiedi un elenco scritto: numero di pagine, testi, immagini, lingue, funzionalità, integrazioni, formazione, revisioni previste. Le differenze di prezzo tra due preventivi spesso stanno proprio in ciò che uno include e l'altro no.
6. Come gestite la SEO, soprattutto se rifate un sito esistente?
Rifare un sito senza mappare le vecchie pagine e impostare i redirect 301 significa perdere il posizionamento accumulato negli anni. Chiedi come verrà gestita la migrazione e quali basi SEO saranno impostate: titoli, descrizioni, struttura, velocità, dati strutturati.
7. Come misurate velocità e qualità del sito?
Un sito lento perde visitatori e posizioni. Chiedi quali strumenti vengono usati per misurare le prestazioni (per esempio i Core Web Vitals di Google) e come viene testato su smartphone. Conta anche l'accessibilità, cioè la facilità d'uso per tutti, comprese le persone con disabilità: dal 28 giugno 2025, con l'European Accessibility Act, è un obbligo per molti servizi di commercio elettronico (le microimprese di servizi sono esentate).
8. Come gestite privacy, cookie e GDPR?
Un sito aziendale deve avere informative corrette e un banner cookie che blocchi davvero gli strumenti di tracciamento finché l'utente non dà il consenso. Non è un dettaglio: è un obbligo di legge, e le sanzioni ricadono sul titolare del sito.
9. Cosa succede dopo la messa online?
Aggiornamenti, backup, sicurezza, piccole modifiche, supporto in caso di problemi: chiarisci chi se ne occupa e a quali condizioni. Un sito senza manutenzione invecchia in fretta, soprattutto se basato su WordPress e plugin.
10. Come comunicheremo durante il progetto?
Tempi, fasi, momenti di verifica e canali di comunicazione vanno definiti all'inizio. Una roadmap con tappe precise ti permette di sapere sempre a che punto è il lavoro, senza doverlo chiedere ogni volta.
Agenzia o freelance?
Non esiste una risposta valida per tutti. Un professionista singolo offre spesso un contatto diretto e costi contenuti, ma deve coprire da solo tutte le competenze e ha una disponibilità limitata nei periodi di carico. Un'agenzia strutturata copre più competenze, dallo sviluppo alla SEO alle campagne pubblicitarie, ma a volte a scapito del rapporto diretto con chi lavora al progetto.
Più che l'etichetta conta il metodo: chi seguirà il lavoro, quali competenze servono davvero al tuo progetto e come verranno gestiti tempi, comunicazione e assistenza. Le domande di questa guida valgono in entrambi i casi.
Segnali di allarme
- garanzie di "primo posto su Google": nessuno può prometterlo onestamente;
- preventivi immediati senza alcuna domanda sui tuoi obiettivi;
- dominio intestato all'agenzia o accessi negati al cliente;
- nessun sito del portfolio verificabile online;
- nessuna menzione di manutenzione, backup e sicurezza.
Checklist finale
Prima di decidere, verifica di avere: un referente tecnico chiaro, progetti simili da vedere, la motivazione della tecnologia proposta, la proprietà di dominio e accessi, un elenco scritto di cosa è incluso, un piano per SEO e redirect, un metodo per misurare velocità e qualità, un approccio chiaro a privacy e cookie, un accordo sulla gestione dopo la messa online e tempi e canali di comunicazione definiti. Con queste informazioni potrai confrontare le proposte in modo oggettivo, al di là del prezzo.