Sempre più negozi passano da WooCommerce a Shopify per avere meno manutenzione tecnica, un checkout più veloce e costi più prevedibili. Il rischio è uno solo, ma serio: perdere il posizionamento costruito negli anni. Shopify usa una struttura di indirizzi diversa da WordPress, e ogni pagina che Google conosce deve portare alla sua nuova versione. Ecco come pianificare la migrazione perché il giorno del lancio sia una festa e non un'emergenza.

Quando conviene migrare (e quando no)

Ha senso passare a Shopify se passi più tempo ad aggiornare plugin che a vendere, se il negozio è lento sotto carico o se vuoi un checkout ottimizzato senza pensieri. Conviene restare su WooCommerce se il negozio dipende da personalizzazioni profonde di WordPress o da contenuti editoriali molto complessi. Se sei indeciso, parti dal nostro confronto WooCommerce o Shopify.

1. Inventario di partenza

Prima di toccare qualsiasi cosa, fotografa la situazione attuale:

  • Elenco completo degli URL (prodotti, categorie, pagine, articoli, tag) con uno strumento di scansione come Screaming Frog.
  • Le pagine che portano traffico e vendite, da Google Search Console e Analytics: sono quelle da proteggere per prime.
  • I link esterni che puntano al sito: ogni pagina che riceve link deve avere un redirect preciso.
  • Title, description e testi delle pagine più importanti, da non perdere nel trasferimento.

2. Cosa trasferire

DatiCosa controllare
Prodotti e variantiPrezzi, SKU, codici a barre, pesi, giacenze, immagini e testo alternativo
CategorieDiventano collezioni: manuali o automatiche, con descrizioni e SEO
ClientiConsensi marketing e privacy; le password non si trasferiscono, i clienti ricevono un invito ad attivare l'account
Ordini storiciUtili per assistenza e analisi; si importano con strumenti dedicati
Pagine e blogTesti, immagini, link interni da aggiornare
RecensioniSi importano nell'app di recensioni scelta, mantenendo date e voti

3. La mappa degli URL e i redirect 301

È il cuore della migrazione SEO. Shopify ha percorsi fissi che non si possono cambiare:

WooCommerce (esempio)Shopify
/prodotto/scarpa-rossa//products/scarpa-rossa
/categoria-prodotto/scarpe//collections/scarpe
/chi-siamo//pages/chi-siamo
/blog/titolo-articolo//blogs/news/titolo-articolo

Ogni vecchio indirizzo deve puntare con un redirect 301 alla sua pagina equivalente. Le regole d'oro:

  • Uno a uno: prodotto verso prodotto, categoria verso collezione. Mai tutto verso la home: Google lo tratta come una pagina inesistente.
  • Mantieni gli handle (la parte finale dell'indirizzo) uguali ai vecchi slug quando possibile: semplifica la mappa e riduce gli errori.
  • Prodotti eliminati: reindirizzali al prodotto sostitutivo o alla collezione più vicina.
  • Shopify permette di caricare i redirect in blocco da file CSV (Negozio online → Navigazione → Reindirizzamenti URL).

Attenzione: Shopify applica i propri reindirizzamenti solo agli indirizzi che non esistono più nel negozio. Per questo la mappa va preparata e verificata prima del lancio, non dopo.

4. SEO on-page e contenuti

  • Riporta title e meta description delle pagine principali, migliorandoli dove serve.
  • Imposta il testo alternativo delle immagini e i dati strutturati di prodotto (prezzo, disponibilità, recensioni).
  • Aggiorna i link interni nei testi: devono puntare ai nuovi indirizzi, non passare dai redirect.
  • Controlla che le collezioni non generino contenuti duplicati e che il canonical dei prodotti sia corretto.
  • Verifica la velocità del tema scelto: un tema pesante può vanificare i vantaggi della piattaforma.

5. Pagamenti, spedizioni, tasse e app

Configura metodi di pagamento, profili di spedizione, aliquote IVA e fatturazione, e ricrea con app (o sviluppo su misura) le funzioni dei plugin che usavi. È il momento giusto per fare pulizia: molte funzioni che su WordPress richiedevano un plugin su Shopify sono native.

6. Test prima del lancio

  • Ordini di prova con ogni metodo di pagamento e spedizione.
  • Email automatiche (conferma, spedizione, recupero carrello) con il tuo marchio.
  • Controllo a campione dei redirect: ogni URL della lista deve rispondere 301 verso la pagina giusta.
  • Tracciamenti: Analytics, Search Console, pixel e feed per Google Shopping e Meta.

7. Il giorno del lancio e le settimane dopo

  1. Punta il dominio a Shopify e attiva il certificato HTTPS.
  2. Invia la nuova sitemap a Google Search Console.
  3. Monitora ogni giorno gli errori 404 e aggiungi i redirect mancanti.
  4. Confronta traffico organico, posizioni e conversioni con il periodo precedente.
  5. Avvisa i clienti registrati dell'invito ad attivare il nuovo account.

Un calo leggero nelle prime settimane è normale mentre Google aggiorna l'indice; un calo forte e prolungato indica quasi sempre redirect mancanti o contenuti persi, e va corretto subito.

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Domande frequenti

Migrando a Shopify perdo il posizionamento su Google?

Non se la migrazione è fatta bene: con redirect 301 uno a uno, contenuti e meta trasferiti e monitoraggio dopo il lancio, il posizionamento si mantiene e spesso migliora grazie a un sito più veloce.

I clienti devono creare un nuovo account?

Le password non si possono trasferire per motivi di sicurezza: i clienti importati ricevono un invito ad attivare l'account su Shopify con una nuova password.

Quanto tempo richiede una migrazione da WooCommerce a Shopify?

Per un negozio con qualche centinaio di prodotti servono indicativamente da 3 a 8 settimane, a seconda di quantità di dati, integrazioni e personalizzazioni del tema.

Posso mantenere gli stessi indirizzi delle pagine?

La parte finale sì (l'handle), ma i prefissi cambiano: /products/, /collections/, /pages/ e /blogs/ sono fissi su Shopify. Per questo servono i redirect 301.

Si possono importare gli ordini passati?

Sì, con strumenti di importazione dedicati. È utile per assistenza clienti, resi e statistiche, anche se non è obbligatorio per vendere.

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