Per un'attività che lavora su un territorio, la ricerca più preziosa è quella con la città nel testo: «idraulico Palermo», «commercialista vicino a me», «agenzia web Palermo». In questi casi Google mostra in cima una mappa con tre schede, il cosiddetto pacchetto locale, prima ancora dei risultati classici. Entrarci dipende in gran parte da una cosa che puoi gestire gratuitamente: il tuo Google Business Profile (la scheda che prima si chiamava Google My Business).

Come decide Google chi mostrare

Google dichiara tre criteri principali per i risultati locali:

  • Pertinenza: quanto il tuo profilo corrisponde a ciò che la persona sta cercando.
  • Distanza: quanto sei vicino al luogo della ricerca (o alla zona indicata).
  • Notorietà: quanto la tua attività è conosciuta, anche online: recensioni, citazioni, link, presenza sul web.

Sulla distanza puoi fare poco. Su pertinenza e notorietà, invece, quasi tutto: è lì che si gioca la partita.

1. Rivendica e verifica la scheda

Cerca la tua attività su Google Maps: se esiste già, rivendicala; altrimenti creala da business.google.com. La verifica (per telefono, email, video o cartolina, a seconda dei casi) è indispensabile: una scheda non verificata non si può gestire e si posiziona peggio.

2. Scegli bene le categorie

La categoria principale è uno dei fattori più importanti per la pertinenza. Scegli quella che descrive ciò che fai, non quella che suona meglio: «Web designer» o «Agenzia di marketing» sono categorie diverse, e Google le tratta come tali. Aggiungi poi le categorie secondarie davvero pertinenti, senza esagerare.

3. Dati coerenti ovunque (NAP)

Nome, indirizzo e telefono (in gergo NAP: Name, Address, Phone) devono essere identici sul profilo, sul sito, sui social e nelle directory. Variazioni come «Via Roma 1» e «V. Roma, 1» sembrano dettagli, ma rendono più difficile per Google collegare le informazioni alla tua attività. Se servi i clienti a domicilio e non ricevi in sede, indica un'area di servizio invece dell'indirizzo.

4. Completa la scheda al 100%

  • Descrizione chiara di cosa fai, per chi e dove, con le parole che usano i tuoi clienti.
  • Orari sempre aggiornati, anche per festività e chiusure.
  • Servizi o prodotti elencati uno per uno, con una breve descrizione.
  • Attributi (accessibilità, pagamenti accettati, prenotazione online...).
  • Link al sito, meglio se alla pagina più pertinente per la città.

5. Foto vere e aggiornate

Le schede con foto reali ricevono più richieste di indicazioni e più clic verso il sito. Pubblica foto dell'esterno (aiutano a riconoscere il luogo), degli interni, del team e dei lavori fatti. Evita immagini di repertorio: non convincono né i clienti né Google.

6. Recensioni: quantità, freschezza e risposte

Le recensioni pesano sulla notorietà e, soprattutto, sulla scelta del cliente. Contano il numero, la media, ma anche la continuità: molti utenti guardano solo quelle degli ultimi mesi. Qualche regola pratica:

  • Chiedi la recensione subito dopo un lavoro concluso bene, con un link diretto (lo trovi nella scheda).
  • Rispondi a tutte, anche alle negative: con calma, ringraziando e proponendo una soluzione.
  • Non comprare recensioni e non offrire sconti in cambio: è vietato dalle regole di Google e può portare alla sospensione della scheda.

7. Pubblica aggiornamenti

I post del profilo (novità, offerte, eventi, lavori recenti) mostrano che l'attività è viva e danno ai clienti un motivo in più per contattarti. Bastano un paio di aggiornamenti al mese, con una foto e un invito all'azione.

8. Il sito deve sostenere il profilo

Il profilo da solo non basta: Google incrocia le informazioni con il tuo sito. Per rafforzare la presenza locale:

  • crea pagine dedicate ai servizi e alle città in cui lavori, con contenuti utili e non copie identiche;
  • inserisci nel sito gli stessi dati NAP e i dati strutturati LocalBusiness;
  • cura la velocità da smartphone: le ricerche locali arrivano quasi tutte da mobile;
  • ottieni citazioni e link da realtà del territorio (associazioni, fornitori, stampa locale).

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9. Misura i risultati

Nella sezione Prestazioni del profilo vedi quante persone ti hanno trovato, con quali ricerche, quante hanno chiamato, chiesto indicazioni o visitato il sito. Collega questi dati ad Analytics e Search Console per capire quali azioni portano davvero contatti.

Gli errori più comuni

  • Aggiungere la città o parole chiave al nome dell'attività: è contro le regole e rischia la sospensione.
  • Usare un indirizzo virtuale o di un ufficio dove non lavori davvero.
  • Avere più schede duplicate per la stessa sede.
  • Lasciare orari vecchi o recensioni senza risposta per mesi.

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Domande frequenti

Google Business Profile è gratuito?

Sì, creare e gestire il profilo è gratuito. Si paga solo se decidi di fare pubblicità su Google, che è un'attività separata.

Quanto tempo serve per comparire su Google Maps?

Dopo la verifica la scheda compare in pochi giorni, ma salire tra le prime tre posizioni richiede in genere da qualche settimana a qualche mese, a seconda della concorrenza nella tua zona.

Posso avere una scheda senza un indirizzo aperto al pubblico?

Sì: se lavori presso i clienti puoi nascondere l'indirizzo e indicare un'area di servizio. Non è consentito usare indirizzi dove non operi davvero.

Le recensioni negative fanno perdere posizioni?

Qualche recensione negativa è normale e, se gestita con una risposta professionale, aumenta la fiducia. Pesa di più una media bassa e costante, o l'assenza di recensioni recenti.

Serve anche un sito se ho la scheda Google?

Sì. Il profilo porta visibilità, ma il sito rafforza la pertinenza, intercetta le ricerche informative e converte le visite in richieste con pagine dedicate e moduli di contatto.

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